“Non ho mai avuto questo colesterolo!” è una frase molto più comune di ciò che si pensa e che molte delle mie pazienti mi hanno detto. Tuttavia tale preoccupazione ha una spiegazione ed è di carattere scientifico, insito nelle connessioni esistenti tra ciclo ormonale femminile e livelli di colesterolo.
Questo perché le fluttuazioni cicliche degli ormoni sessuali, in particolare di estrogeni e progesterone, giocano un ruolo critico nel metabolismo lipidico.
Andiamo con ordine come facciamo sempre, iniziando dalla divisione del ciclo ormonale femminile e relative variazioni ormonali.
È bene sottolineare che il ciclo mestruale si divide in due fasi principali:
- La fase follicolare (pre-ovulatoria) dominata dagli estrogeni.
- La fase luteale (post-ovulatoria) dominata dal progesterone.
Nella seconda fase, i livelli di progesterone aumentano in modo consistente, influenzando il metabolismo lipidico e, di conseguenza, i livelli di colesterolo.
Quali sono gli effetti del progesterone sul colesterolo?
Il progesterone legato alla fase luteale ha un impatto rilevante sul profilo lipidico, e infatti registriamo:
- Un aumento dell’LDL (“colesterolo cattivo”). Il progesterone stimola la produzione di lipoproteine a bassa densità da parte del fegato.
- Una riduzione dell’HDL (“colesterolo buono”). Può limitare la capacità del corpo di eliminare il colesterolo in eccesso.
- Livelli alterati di trigliceridi. Anche se il suo effetto sembra essere meno pronunciato rispetto a quanto causato dagli estrogeni, il progesterone può comunque influenzare i livelli di trigliceridi.
Quali sono gli effetti degli estrogeni sul colesterolo?
Al contrario del progesterone, gli estrogeni hanno un ruolo protettivo rispetto al metabolismo lipidico, poiché
- Aumentano l’HDL.
- Riducono l’LDL.
- Ottimizzano il metabolismo lipidico generale.
Durante la fase follicolare, gli estrogeni bilanciano gli effetti negativi del progesterone. Però quando gli estrogeni diminuiscono – cioè quando si è nella fase luteale, in gravidanza o in menopausa – è il progesterone con i suoi effetti negativi a prendere il sopravvento sul colesterolo.
Ci sono fasi della vita o condizioni specifiche particolari che amplificano l’impatto del progesterone sul profilo lipidico. Come già accennato, quando si è in menopausa perché il calo degli estrogeni porta a un peggioramento del profilo lipidico, con aumento dell’LDL e riduzione dell’HDL. E con l’uso di contraccettivi orali e terapia ormonale sostitutiva (HRT). L’effetto dipende dalla combinazione e dalle dosi di estrogeni e progesterone sintetici utilizzati.
Come si deve gestire il colesterolo alto?
Come dico a ogni articolo, adottando uno stile di vita sano, scelta necessaria per contrastare le variazioni del colesterolo legate al ciclo ormonale.
A tal proposito, vi elenco alcune azioni dal risvolto positivo nel breve e nel lungo termine:
- Seguite un’alimentazione equilibrata adatta alle vostre esigenze. Sono sempre disponibile per un consulto.
- Riducete grassi saturi e trans.
- Integrate grassi sani come olio Evo, pesce, frutta secca.
- Fate attività fisica, in particolare all’aria aperta.
- Consultatevi col vostro medico in modo da eseguire controlli di routine regolarmente.
- Se necessario, chiedete al vostro medico farmaci adatti ad abbassare il colesterolo, tenendo sempre conto delle implicazioni ormonali.
Recap
Il progesterone, in assenza di un adeguato livello di estrogeni, può contribuire a un aumento dei livelli di colesterolo LDL, effetto particolarmente rilevante in menopausa, gravidanza o in presenza di predisposizione genetica all’ipercolesterolemia.
Seguire i consigli del proprio medico e uno stile di vita sano è essenziale per mantenere l’equilibrio del profilo lipidico e garantire il benessere generale nel tempo.

