LA SINDROME DEL METABOLISMO LENTO

Vi sarà capitato di guardare foto vecchie condivise da amici o da parenti sui social che testimoniano trasformazione fisica. Effettivamente se guardassimo le nostre vecchie foto ci accorgeremmo che qualcosa è cambiato: qualche capello in meno, qualche ruga in più e perché no, anche un cambiamento nella forma fisica. Mi trovo spesso a chiacchierare del più e del meno con i miei pazienti, mi piace indagare su quale sia effettivamente il motivo dell’aumento di grasso corporeo in coloro i quali si rivolgono a me per rimettersi in forma. Qualcuno afferma che rispetto a qualche anno prima si muove meno, altri invece hanno le idee chiare: è colpa del metabolismo, ha

Facciamo una piccola premessa: cos’è davvero il metabolismo?

No, non è solo la quantità di energia che ci consente di  fare tutte le nostre attività quotidiane: il metabolismo è un viaggio, come quelli già fatti nella nostra vita, con un inizio e una fine; la differenza però è che questo viaggio dura praticamente da sempre: inizia al momento del concepimento e termina il giorno della nostra morte.

Per convenzione, abbiamo deciso di scandire il dispendio energetico nelle 24h, in maniera tale che risultasse più semplice ai ricercatori (o ai nutrizionisti) calcolare quanto fosse effettivamente la quantità energetica quotidiana a disposizione dell’essere umano per svolgere le funzioni vitali (ad es. dormire, respirare, mangiare, bere) e per l’attività fisica. Il dispendio medio di un soggetto alto 175 cm, con un peso di circa 65 kg è di 2000 Kcal, tenendo in considerazione anche l’attività fisica quotidiana (non necessariamente sport praticato). C’è solo un problema, sono dati relativi al 1960 e noi oggi siamo nel 2020 ed è già estate. Da allora infatti sono molte le cose che sono cambiate e non solo nella vita di qualcuno.

Le abitudini della popolazione mondiale sono profondamente cambiate rispetto a sessant’anni fa. Le famiglie si sono trasferite in città, i lavori hanno subito una trasformazione costringendoci sempre più davanti ad una scrivania o seduti in macchina nel traffico cittadino per buona parte della giornata, magari mangiando un panino  al volo.

Parlando di viaggio, l’esempio a cui faccio sempre riferimento è un ragazzo di 20 anni, che mangia primo e secondo a pranzo e primo e secondo a cena, con colazione abbondante, che si mantiene in forma perché svolge una buona quantità di esercizio fisico settimanale. Alla soglia dei 30 anni però, accade qualcosa che sconvolge la sua routine quotidiana: matrimonio, cambio   di lavoro, cambio di orari, cambio di vita. Il metabolismo è sempre lì, ci aspetta, non vuole diminuire di colpo, non   può farlo. Sarà il cambiamento dello stile di vita, in seguito, a determinare una riduzione del dispendio energetico con accumulo di peso (non solo grasso, ma anche più tessuto muscolare a supporto del peso maggiore), che è di circa 3 kg l’anno. Poco direte voi? Beh si, ma 3 kg l’anno sono 30 kg in 10 anni!

Cosa comporta l’accumulo di una massa adiposa così importante:

  • Insulino resistenza e iperglicemia pre diabetica;
  • Ipertensione e ricorso a pillola della pressione;
  • Dislipidemie (ipercolesterolemia ed iperglicemia);
  • Patologie a carico dell’apparato muscolo – scheletrico

(fratture e/o dolori muscolari e/o articolari);

  • Patologie e/o disturbi legati all’apparato gastro –

intestinale (addome gonfio, stipsi, diarrea, tumori retto e/o colon);

  • Patologie dell’apparato cardio – circolatorio;
  • Perdita di capelli o comparsa di disturbi aspecifici come

emicrania ricorrente, lingua gonfia con segno dei denti ai bordi, stanchezza cronica, magari legati ad un malassorbimento intestinale.

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