“Ma a che ti serve la dieta? Tu sei magro!”. È una frase che molte persone con costituzione magra si sentono ripetere spesso. Un’altra affermazione che molti dei miei pazienti mi riferiscono è: “Beato te che mangi tutto quello che vuoi e non ingrassi!”. Sono frasi che nascono da una convinzione sbagliata e molto diffusa e cioè che la salute metabolica sia legata solo al peso corporeo.
Sei magro? Non sei una persona in sovrappeso? Vuol dire che il suo metabolismo funziona bene, ma la realtà è diversa.
Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha dimostrato che è possibile avere un peso corporeo normale ma presentare comunque alterazioni metaboliche importanti, tra cui insulino-resistenza, accumulo di grasso viscerale e ridotta sensibilità all’insulina.
In altre parole: magro fuori, ma non sempre sano dentro!
In letteratura esiste una definizione molto interessante: TOFI – Thin Outside, Fat Inside – che descrive persone magre ma con un metabolismo alterato; infatti il problema principale è che si tratta di condizioni che non sono immediatamente ed esteticamente visibili.
Come anticipato, queste persone possono presentare:
• accumulo di grasso viscerale
• insulino-resistenza
• ridotta massa muscolare
• alterazioni della glicemia
• metabolismo poco efficiente
Lo specchio racconta una bugia su ciò che accade realmente a quel corpo dal punto di vista metabolico.
Il ruolo della massa muscolare nel metabolismo
Uno dei fattori più importanti nella regolazione del metabolismo è il tessuto muscolare. Il muscolo rappresenta uno dei principali siti di utilizzo del glucosio. Quando la massa muscolare è ridotta o poco attiva, la capacità dell’organismo di utilizzare gli zuccheri nel sangue diminuisce. Questo può portare a una maggiore produzione di insulina, al peggioramento della sensibilità insulinica e a un aumento del rischio di insulino-resistenza, ed è proprio per questo che anche persone magre ma molto sedentarie possono sviluppare alterazioni metaboliche.
Mangiare tutto e non ingrassare non è sempre un vantaggio
Molte persone raccontano con orgoglio di poter mangiare qualsiasi cosa senza aumentare di peso. Tuttavia, in alcuni casi, questa condizione può essere associata a problemi intestinali non diagnosticati. Tra i casi più frequenti troviamo:
• disbiosi intestinale
• malassorbimento di alcuni nutrienti
• infiammazione intestinale cronica
• sensibilità al glutine o ad altri alimenti
Quando l’intestino non funziona correttamente, l’assorbimento dei nutrienti può risultare alterato. Questo può contribuire a mantenere un peso basso, ma allo stesso tempo creare squilibri metabolici e infiammatori.
Alcuni segnali da non ignorare
Esistono diversi sintomi che possono suggerire la presenza di un’alterazione metabolica o intestinale anche in persone normopeso. Si va dal gonfiore addominale frequente alla digestione lenta; al reflusso o bruciore gastrico, alla stanchezza dopo i pasti; segnali da non sottovalutare proprio come avere difficoltà ad aumentare la massa muscolare, i cali improvvisi di energia durante la giornata e la pancia gonfia nonostante il peso normale.
Sono tutti segnali che non devono necessariamente indicare una patologia, ma possono rappresentare un campanello d’allarme utile per approfondire la situazione metabolica.
Gli esami da fare per valutare la propria salute metabolica
Per avere un quadro più chiaro della situazione metabolica possono essere utili alcuni esami di laboratorio. Inoltre, in presenza di sintomi intestinali, può essere necessaria anche una valutazione specifica della salute intestinale e del microbiota. Gli esami che gli esperti suggeriscono in questi casi sono:
• glicemia a digiuno
• insulina a digiuno
• indice HOMA-IR
• emoglobina glicata
• curva glicemica e insulinica
• profilo lipidico
• vitamina D
• indici infiammatori
Il peso non è l’unico indicatore di salute
Uno degli errori più comuni è valutare la salute metabolica basandosi esclusivamente sul peso corporeo. Come è ormai noto il metabolismo dipende da molti fattori: che cosa si mangia (qualità dell’alimentazione), lo stile di vita (livello di attività fisica), la quantità di massa muscolare, la salute intestinale e l’equilibrio ormonale.
Prendersi cura della propria alimentazione non dovrebbe essere visto come qualcosa di utile solo per dimagrire, ma come uno strumento fondamentale per proteggere la salute metabolica nel lungo periodo. E questo vale per tutti,.
In conclusione
La frase “beato te che mangi tutto e non ingrassi” può sembrare un complimento, ma dal punto di vista metabolico non racconta tutta la realtà. Il peso corporeo è solo uno degli elementi che contribuiscono alla salute generale. Anche chi è normopeso dovrebbe prestare attenzione al proprio stile di vita, alla qualità dell’alimentazione e alla salute intestinale perché la prevenzione metabolica non riguarda solo chi deve perdere peso, ma chiunque voglia prendersi cura della propria salute nel lungo periodo.

