Quando c’è uno squilibrio tra la produzione di radicali liberi e la capacità dell’organismo di neutralizzarli con gli antiossidanti, ecco che si verifica lo stress ossidativo.
Cosa sono i radicali liberi? Si tratta di molecole instabili che vengono prodotte durante i normali processi metabolici. Tuttavia una loro produzione eccessiva può danneggiare il DNA, le proteine e le membrane cellulari, contribuendo alla comparsa di numerose patologie croniche, come:
- Malattie cardiovascolari
- Diabete
- Disturbi epatici
- Cancro
Come si misura lo stress ossidativo?
Lo stress ossidativo può essere valutato attraverso biomarcatori specifici che indicano il livello di danno ossidativo e lo stato del sistema antiossidante.
Per semplicità riporto soltanto alcuni dei test principali che includono:
- Malondialdeide (MDA): valore che indica il danno lipidico causato dai radicali liberi.
- 8-idrossi-2-deossiguanosina (8-OHdG): segnala il danno ossidativo al DNA.
- Livelli di glutatione (GSH e GSSG): misurano l’efficacia del sistema antiossidante endogeno.
- Capacità antiossidante totale (TAC): valuta la capacità complessiva del corpo di contrastare i radicali liberi.
- Gamma-GT: sebbene comunemente considerata un marker di danno epatico, la gamma-GT è anche un indicatore indiretto della risposta dell’organismo allo stress ossidativo.
Il ruolo della gamma-GT nello stress ossidativo
A tal proposito, voglio ricordare che la gamma-GT è un enzima prodotto principalmente dal fegato ed è coinvolto nel metabolismo del glutatione, uno degli antiossidanti più importanti del corpo. In condizioni di stress ossidativo, i livelli di gamma-GT aumentano come risposta compensatoria per migliorare la disponibilità di glutatione e neutralizzare i radicali liberi.
Tuttavia, livelli cronici elevati di gamma-GT possono indicare un sovraccarico ossidativo persistente associato a:
- Infiammazione sistemica: lo stress ossidativo cronico stimola i processi infiammatori.
- Danno epatico: la gamma-GT riflette il tentativo del fegato di contrastare le tossine e i radicali liberi.
- Patologie cardiovascolari: livelli elevati di gamma-GT sono considerati un predittore di rischio per malattie cardiovascolari, probabilmente a causa del ruolo nello stress ossidativo.
In che modo gamma-GT e glutatione agiscono contro lo stress ossidativo
- Metabolismo del glutatione: la gamma-GT degrada il glutatione extracellulare per recuperare i suoi precursori (amminoacidi) e consentire la sintesi di nuovo glutatione, essenziale per combattere i radicali liberi.
- Ruolo compensatorio: un aumento della gamma-GT è spesso un segnale; il corpo cioè sta cercando di adattarsi a uno stress ossidativo aumentato, cercando di produrre più glutatione.
- Protezione delle cellule: il glutatione ridotto (GSH), prodotto attraverso il metabolismo mediato dalla gamma-GT, protegge le cellule dallo stress ossidativo, neutralizzando i radicali liberi e riparando i danni cellulari.
Come ridurre lo stress ossidativo e supportare il metabolismo
Per contrastare lo stress ossidativo – e il suo impatto su acido urico e gamma-GT – è fondamentale adottare strategie mirate. Ecco i miei consigli:
1. Integrare antiossidanti:
- Glutatione o suoi precursori (come N-acetilcisteina, NAC).
- Vitamina C ed E: supportano la rigenerazione del glutatione.
- Coenzima Q10: potente antiossidante che protegge le membrane cellulari.
2. Ottimizzare la metilazione:
- Integrare con metilfolato e vitamina B12 metilata.
- Monitorare i livelli di omocisteina e agire per mantenerli entro i limiti normali.
3. Alimentazione antiossidante:
- Consumare alimenti ricchi di polifenoli, come ad esempio frutti di bosco, tè verde, curcuma.
- Ridurre zuccheri raffinati e cibi ultra-processati che aumentano l’infiammazione.
4. Stile di vita sano:
- Fare un esercizio fisico moderato: migliora il metabolismo e riduce lo stress ossidativo.
- Evitare il fumo e l’alcol in eccesso che sono i principali “generatori” di radicali liberi.

