Per parlare di malattie reumatiche, voglio partire dalla definizione di reumatologia e, per farlo, mi avvalgo di ciò che la nota enciclopedia Treccani riporta sul suo sito: la reumatologia è quella branca della medicina interna che ha per oggetto lo studio e la cura delle malattie reumatiche, cioè un gruppo di affezioni o manifestazioni morbose, acute, subacute e croniche, primitive o secondarie, a carico dell’apparato locomotore e in generale di tutti i tessuti connettivi dell’organismo, in passato comprensivamente indicate con il termine generico di reumatismi.
Perché questa premessa?
Per comprenderne la vastità e la complessità generale di tale materia, prima di spendere qualche parola in più su artrosi, artriti e fibromialgia.
Per tutte le malattie che afferiscono a tale branca, è fondamentale arrivare velocemente a una diagnosi e alla relativa terapia.
Definire con chiarezza e velocemente il quadro clinico di riferimento è spesso difficile. L’unica strada è affidarsi a medici competenti, in tal caso allo specialista in patologie reumatiche, e sottoporsi periodicamente agli esami che quest’ultimo prescriverà in base alle diverse situazioni dei pazienti.
Dal mio punto di vista, cioè da esperto dell’alimentazione e del benessere psicofisico, vi consiglio anche in questo caso di rimuovere tutte quelle cattive abitudini nemiche della salute, in particolare cibi e comportamenti che peggiorano, anziché migliorare, il vostro equilibrio.
Le pratiche da condurre si possono ascrivere a due linee principali, ben intrecciate tra loro: una dieta sana e una vita attiva.
Le terapie farmacologiche possono essere supportate da un regime alimentare ben calibrato, utile al rallentamento dei vari livelli infiammatori che, nelle malattie reumatiche, non hanno mai intenzione di fermarsi autonomamente.
In breve: alcuni cibi possono favorire il decorso dell’infiammazione, mentre altri sono veri e propri antinfiammatori naturali.
Quello che vi suggerisco a grandi linee è quindi di inserire nella vostra alimentazione: pesce fresco, in particolare, sgombro, alici, sarde, aringa, salmone.
Secondo gli ultimi studi del settore i grassi omega 3 EPA e DHA aiutano a ridurre i processi infiammatori e, al contempo, favoriscono il metabolismo e l’eliminazione delle tossine.
Ricordatevi poi i frutti di bosco, fondamentali per la loro azione antiossidante, e i semi di lino e noci.
Sembra che vi sottolinei delle banalità, ma a tavola e nei casi di malattie specifiche, la verdura è più di tutti un amico prezioso. Quindi via libera a cavolfiore, cavolini di Bruxelles, broccoli e ai pomodori: sono cibi antinfiammatori e antiossidanti.
Le spezie come ad esempio la curcuma, lo zenzero e le erbe aromatiche non solo con il loro gusto sostituiscono facilmente il sale, ma combattono l’infiammazione.
A seguire alcuni consigli validi per tutti: no al consumo di zuccheri semplici e grassi saturi, prodotti industriali, cibi preconfezionati, bevande gassate e alcoliche.
Questi miei suggerimenti hanno un solo obiettivo: aiutarvi a raggiungere una condizione armonica in cui il vostro peso è quello giusto: non oscilla verso il troppo né il troppo poco.
Una piccola nota sull’obesità: essa determina un aumento del rischio di artrosi (colonna vertebrale e ginocchia le parti più interessate) poiché avere tanti chili in più equivale a un lavoro di sovraccarico su articolazioni già provate dalla malattie.
Altra regola universale: se fumi, smetti il prima possibile. Il fumo, con il suo effetto irritativo a livello dei polmoni, potrebbe indurre l’attivazione del sistema immunitario. E questa non è affatto una bella notizia!
Infine se non ami particolarmente lo sport, puoi dedicati ad attività più leggere come la camminata o il nuoto senza velleità agonistiche. Lo sport va sempre adattato all’età, allo stile di vita, alle condizioni effettive del corpo. Tuttavia i muscoli e le articolazioni vanno mantenute attive, anche in condizioni di dolore, naturalmente per quel che si può.
Torniamo alle malattie reumatiche. Alcuni segnali che dovrebbero mettervi in allerta e di cui dovreste parlare con il vostro medico di famiglia, se non siete ancora in cura da uno specialista: continuo dolore articolare e muscolare, stanchezza eccessiva, rigidità delle articolazioni, stati di ansia, depressione.
Tra le tante patologie, oggi voglio dire due parole su: artrite, artrosi, fibromialgia.
L’artrite è una malattia di tipo infiammatorio, cronica e spesso invalidante. Il termine indica infatti il processo infiammatorio in sé che provoca i vari “danni”. Tale condizione può portare a deformità, ridotta funzione articolare e disabilità. Il dolore non è sempre uguale e può manifestarsi anche senza aver fatto alcuno sforzo. Infatti ci sono casi in cui la situazione è più aggressiva e invalidante e casi meno “rigidi”.
L’artrosi è una patologia reumatica di tipo degenerativo con andamento cronico che può interessare la colonna vertebrale, il ginocchio, l’anca, le mani. Con l’avanzare dell’età si manifesta la cosiddetta fonte primaria; a causa di traumi particolari, invece, si avrà la forma secondaria che difatti non è legata all’avanzare degli anni. Il dolore è più sopportabile grazie al riposo.
La fibromialgia (o sindrome fibromialgica o reumatismo extra articolare) è una malattia cronica che provoca dolore costante in tutto il corpo, rigidità muscolare, astenia. È maggiormente diffusa tra le donne fra i 40 e i 60 anni. Si ipotizza abbia una causa multifattoriale. Il sintomo più importante è il dolore che interessa cute, legamenti, muscoli, tendini. La comparsa della malattia può avvenire dopo: trauma fisico, interventi chirurgici, infezioni o in seguito ad un significativo stress psicologico; in altri casi, i segnali sono subdoli, cioè il corpo li subisce senza un particolare trauma. Al dolore si associano altri disturbi come quello del sonno, cefalee, parestesie, ansia, depressione e sindrome dell’intestino irritabile.

