Metformina: perché il farmaco più usato per il diabete di tipo 2 causa disturbi intestinali?

La metformina è uno dei farmaci maggiormente utilizzati per il diabete di tipo 2 e la resistenza insulinica, tuttavia il suo impatto sul metabolismo va oltre il controllo del glucosio.

Infatti, la metformina non solo agisce sulla sensibilità insulinica, ma influenza il microbiota intestinale, il metabolismo della vitamina B12 e persino la metilazione, un processo biochimico fondamentale per il DNA, i neurotrasmettitori e la detossificazione.

In alcune persone, l’uso della metformina causa disturbi gastrointestinali: perché? Esistono alternative naturali con la medesima funzione?

A tal proposito, come funziona la metformina?

Intanto sappiamo che agisce su diversi livelli:

  • Riduce la produzione di glucosio nel fegato.
  • Migliora la sensibilità all’insulina nei muscoli e negli adipociti, facilitando l’ingresso del glucosio nelle cellule.
  • Modula il microbiota intestinale, influenzando il metabolismo energetico.
  • Influenza il ciclo della metilazione.

In particolare, mi interessa affrontare con voi il processo della metilazione che è una reazione biochimica in cui un gruppo metilico (-CH₃) viene trasferito tra molecole, regolando numerosi processi nel corpo:

  • l’espressione genica (attivazione/disattivazione dei geni);
  • la produzione di neurotrasmettitori (dopamina, serotonina, adrenalina);
  • il metabolismo dell’omocisteina (un marker di rischio cardiovascolare);
  • la detossificazione epatica.

Quando il processo di metilazione viene alterato, è possibile sviluppare problemi metabolici, infiammatori e neurologici.

Come anticipato, molte persone sperimentano effetti collaterali gastrointestinali quando assumono metformina. I fastidi più frequenti sono la nausea, i dolori addominali, diarrea e gonfiore. Tra le cause:

  1. Alterazione del microbiota intestinale. La metformina può modificarne la composizione, favorendo la crescita di alcuni batteri. Questo cambiamento può aumentare la fermentazione intestinale, causando gonfiore e diarrea.
  2. Accumulo di acido lattico. I soggetti predisposti possono accumulare più acido lattico, cosa che può contribuire a soffrire di disturbi digestivi. Sebbene l’acidosi lattica sia un effetto collaterale abbastanza raro, livelli elevati di lattato possono causare comunque malessere intestinale.
  3. Riduzione dell’assorbimento della vitamina B12. La metformina può compromettere l’assorbimento della vitamina B12, essenziale per il metabolismo energetico e per la funzione nervosa. Nel lungo termine, una carenza di B12 può portare a debolezza, formicolii e disturbi digestivi.
  4. Aumento della motilità intestinale. Alcuni studi suggeriscono che la metformina possa accelerare il transito intestinale, causando diarrea e disagi digestivi.

Quali sono le alternative naturali?

Esistono alcuni integratori che possono avere un effetto simile alla metformina, e che vanno assunti sempre sotto la supervisione di un nutrizionista.

A seguire alcuni accorgimenti che suggerisco nella prevenzione degli effetti collaterali.

Dunque la metformina va assunta col cibo per ridurne l’impatto sull’intestino. Meglio scegliere la versione del farmaco a rilascio prolungato poiché è meglio tollerato dai pazienti (Metformina XR). Preferibile iniziare a prendere il farmaco con un dosaggio basso e via via aumentarlo. Per ridurre i fastidi e gli squilibri intestinali, bisogna aiutare il microbiota con probiotici e fibre. Controllare periodicamente i livelli della vitamina B12: se necessario, integrarli.

La metformina, in conclusione, è un farmaco efficace per il controllo della glicemia e per la gestione della resistenza insulinica, ma il suo impatto potrebbe per alcuni rivelarsi molto negativo.

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