Franco Berrino, medico e divulgatore scientifico, da tempo collabora con il Corriere della Sera dove, da un po’ di anni, ha anche una rubrica dedicata alla nutrizione e alla prevenzione a tavola.
Si chiama Piccole Dosi (vi lascio il link se volete dargli un’occhiata) e Berrino, già direttore del Dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell’Istituto dei Tumori di Milano e fondatore dell’associazione La Grande Via (come riporta il sito del giornale) tratta tantissimi argomenti, spesso collegati alla dieta mediterranea.
Uno dei suoi ultimi articoli l’ho trovato interessante sin dal titolo: “Per perdere peso (e vivere meglio) non servono diete, ma 4 semplici regole. Queste”.
Le quattro regole sono in effetti facili da seguire e corrispondono, sebbene con le sfumature legate ai diversi approcci degli esperti del settore, a quanto sostengo dall’inizio del mio percorso professionale e personale (anch’io mangio, mi nutro, mi muovo, viaggio, scelgo alimenti specifici, faccio la spesa, cucino e così via), cioè che bisogna:
- masticare
- cenare presto la sera
- mangiare i cibi che aiutano a non ingrassare
- limitare i cibi che fanno ingrassare
Sembrano delle banalità, ma non è affatto così se si pensa che una persona su sette nel modo è obesa e che, secondo i dati dell’Italian Barometer Obesity Report, in Italia ci sono 6 milioni di persone obese.
Serve un cambiamento generale nella cultura, bisogna mangiar bene per stare bene, ogni giorno e non per perdere peso o entrare in vecchi jeans.
Dal mio punto di vista, e concorso in pieno con Franco Berrino, noi esperti dell’alimentazione dobbiamo far passare il messaggio che sane abitudini a tavola fanno stare bene a lungo termine e fanno vivere a lungo e in salute.
Masticare bene: dovrebbe essere un’azione spontanea, ma molte persone, inseguite dalle cose da fare, da tempi stressanti, tendono a ingurgitare senza masticare a dovere ed è verissimo: chi non mastica a lungo tende a essere in sovrappeso.
Come suggerisco in quasi ogni mio articolo, prendetevi una pausa, mangiate con calma così da evitare problemi in futuro.
Altre decisioni piuttosto ovvie su come comportarsi a cena: bisognerebbe mangiare presto in modo da non andare a letto avendo il cibo sullo stomaco e, soprattutto, scegliere piatti leggeri.
Qualcuno suggerisce addirittura di saltare la cena: si tratta di un approccio da pensare di comune accordo tra medico/paziente. Si può fare, ma non è per tutti, quindi bene se nasce in modo consapevole da un confronto.
Sembra un mantra che vi ripeto di continuo, ma Berrino ha senz’altro ragione: via i cibi pieni di zucchero, processati a livello industriale, troppo raffinati, con poche fibre, non di stagione e che magari hanno fatto chilometri di strada.
Esistono poi cibi con grande effetto saziante e poche calorie come le verdure, i legumi, i cereali integrali, i semi, la frutta (evitando quella troppo zuccherina).
E cibi dannosi per il nostro equilibrio interno ed esterno come le patatine, le patate specie se fritte, le bevande piene di zucchero e gassate, la categoria fast food (hamburger, hot dog, salcicce e salumi), le carni rosse in particolare se consumate in eccesso, i succhi di frutta (non fatti in casa), le farine troppo raffinate, i dolci, specie quelle commerciali e alimenti grassi come burro (da preferire sempre l’olio extra vergine di oliva).
Non è vero, infatti, che i carboidrati fanno ingrassare e le proteine sono la fortuna di chi vuol dimagrire!
Ciò che non ci aiuta è la quantità: noi abbiamo la fortuna di avere grande disponibilità di alimenti, ma questo non deve tradursi in pranzi e cene eccessive.
Mangiare bene, poco, spesso è un comportamento che aiuta a non intossicare l’organismo.
Basta seguire con più attenzione e senso critico ciò che facevano i nostri nonni quando sceglievano solo occasionalmente la carne, preferendo verdura e frutta di stagione, le uova da galline che allevavano loro, tanti legumi e cereali possibilmente poco raffinati.

