Tiroide e salute

La tiroide è la ghiandola endocrina più grande del nostro corpo, a forma di scudo, è situata nella parte anteriore del collo. Ha una importanza fondamentale nella regolazione del metabolismo corporeo e, tramite la secrezione degli ormoni tiroidei (T4 e T3), entra in comunicazione in maniera diretta ed indiretta, con altre ghiandole e organi, regolandone la funzione.

Tra le principali attività dalla tiroide:

  • Regolazione delle funzioni cardiovascolari;
  • Contribuisce al normale sviluppo dell’organismo;
  • Regolazione delle funzioni sessuali;
  • Regolazione delle funzioni intestinali.

La più comune patologia tiroidea è sicuramente l’ipotiroidismo sublcinico, spesso caratterizzato da presenza di anti corpi anti tiroidei, senza una sostanziale modifica del pattern ormonale, tranne che per una leggera alterazione del TSH, ormone prodotto non dalla tiroide ma dall’Ipofisi, una ghiandola che funge da “centrale di controllo” e che regola la produzione, in maniera indiretta, della maggior parte degli ormoni dell’organismo.

Ecco i principali segni e sintomi che devono farci pensare ad una tiroide non perfettamente funzionante:

  • Stanchezza cronica 
  • Difficoltà a perdere peso con una dieta bilanciata
  • Depressione 
  • Stitichezza
  • Sindrome premestruale
  • Dolori articolari frequenti, rotture tendine spontanee 
  • Capelli fragili
  • Lingua gonfia (spesso presente segno dei denti sul bordo)
  • Aritmie cardiache

Spesso in ambulatorio, si parla di tiroide e problemi legati al peso. E’ vero che una disfunzione tiroidea è spesso causa di aumento del peso o difficoltà nel dimagrimento, tuttavia molti pazienti sono convinti di essere affetti da ipotiroidismo, anche se le indagini biochimiche (analisi del sangue) smentiscono prontamente. Durante la prima visita è di routine un questionario che riguarda le abitudini nutrizionali dei miei pazienti. Spesso il risultato è lo stesso: pazienti che mangiano poco, ma non riescono a perdere peso, ma perché ?

Mangiare poco non equivale ad introdurre poche calorie, così come mangiare molto di più non equivale ad aumentare l’introito calorico, semplicemente perché la densità calorica dei cibi è una caratteristica da non sottovalutare (1 cucchiaio di crema di nocciole contiene 90 Kcal, cioè le stesse calorie di 300 gr di cocomero o 60 gr di pollo o 200 gr di carote). Inoltre, diete drasticamente ipocaloriche, seguite per un periodo più o meno lungo, mettono la tiroide nelle condizioni di produrre meno T3 (ormone metabolicamente attivo) e contemporaneamente aumenta la produzione di rT3, l’ormone del risparmio energetico, contribuendo ad uno stallo del metabolismo e quindi del peso. In questo caso dunque non è la tiroide ad essere pigra, ma le abitudini nutrizionali non corrette a rendere difficoltoso il dimagrimento.

Ma esiste una terapia nutrizionale atta a migliorare il quadro clinico in soggetti affetti da patologie tiroidee? Assolutamente si! Ne parliamo nel prossimo articolo

Dott Fabio Buzzanca

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