In molte diete di oggi vi è la tendenza a consumare una quantità eccessiva di proteine.
Si tratta spesso di abitudini errate, dovute a regimi “autonomi” in cui uova, latticini e vari tipi di carne diventano gli alimenti protagonisti del fai-da-te a tavola, causando ripercussioni negative sul microbiota intestinale.
Microbiota, cos’è?
Lo possiamo definire velocemente come l’insieme di quei miliardi di batteri che regola tra le altre cose il benessere generale dell’organismo, la digestione, la produzione di vitamine, la modulazione del sistema immunitario e la protezione da agenti patogeni.
Cosa succede in situazioni di eccesso proteico?
Quando le proteine, specie quelle di origine animale, sono troppe, ecco che alcuni batteri intestinali proliferano, creando squilibri. Si tratta di una condizione nota come disbiosi.
Schematizzando:
- Bacteroides elevati, situazione tipica di diete ricche di proteine animali e grassi saturi a cui si aggiunge stitichezza e infiammazione dell’intestino;
- Enterobacteriacee ed Escherichia coli, entrambi favoriscono la disbiosi fermentativa; il nostro corpo si gonfia, sopraggiunge meteorismo e la funzione intestinale è del tutto irregolare;
- Clostridium, in questa condizione di eccesso ecco che si producono tossine, aumentando il rischio infiammatorio.
Lactobacilli e Bifidobacteri, le armi del sistema immunitario
Sono i cosiddetti microrganismi difensivi dell’intestino: essi, cioè, proteggono la mucosa, producono acidi grassi benefici e combattono la crescita di patogeni.
Quando si registrano valori normali, il microbiota mantiene tali funzioni protettive.
Con valori ridotti, le difese intestinali risultano indebolite, la digestione è lenta e aumenta la predisposizione ad avere infezioni.
Come gestire una situazione di valori sballati del microbiota?
Bisogna integrare la condizione in difetto con probiotici mirati e fibre prebiotiche (inulina, FOS, GOS).
In alcuni casi il microbiota si trasforma in un vero campanello di allarme collegato a funghi, muffe e lieviti.
Per esempio, la candidosi intestinale, che causa gonfiore post-prandiale, stanchezza, prurito anale e desiderio di zuccheri, richiede una dieta povera di zuccheri semplici, di fitoterapici come l’olio di origano, di semi di pompelmo o, addirittura, di antimicotici farmacologici.
Se ad essere in eccesso è il Saccharomyces cerevisiae siamo in presenza di fermentazione e alvo alternato: un approccio utile sarebbe quello di ridurre pane, pizza e birra.
Le muffe intestinali sono invece legate a contaminazioni alimentari o a una mucosa più permeabile. In questi casi, consiglio di seguire un approccio che unisce antimicotici e probiotici.
Quali conseguenze cliniche?
Un microbiota squilibrato ha ripercussioni negative sull’intero organismo a partire dal sistema digestivo – e qui troviamo gonfiore, meteorismo, alternanza diarrea/stitichezza – passando per le difese immunitarie – maggiori casi di infezioni e allergie – fino ad arrivare al sistema nervoso con manifestazioni di stanchezza costante, ansia, sbalzi d’umore.
In base alla mia esperienza di nutrizionista, vi suggerisco alcune strategie per riequilibrare il vostro organismo nel tempo:
- Scegliete di seguire una dieta adatta a voi. Un esperto come me vi darà più fibre solubili, verdure e alimenti fermentati (se li tollerati); vi diminuirà gli zuccheri semplici, i grassi saturi ed eliminerà gli alcolici. Nello stesso tempo, creerà dei piatti bilanciati con la giusta quantità di proteine.
- Inoltre, è importante affiancare tali regimi alimentari con probiotici specifici, adatti alle vostre condizioni; tra i più studiati, vi ricordo Lactobacillus rhamnosus GG e Bifidobacterium longum.
- Utili anche i fitoterapici o gli antimicotici nei casi che abbiamo affrontato di candidosi o proliferazioni fungine.
- Infine anche l’inulina, GOS, FOS serve a stimolare la crescita di batteri benefici, oltre a dare un supporto epatico per un più profondo e utile approccio detox.
Alla fine cosa fare?
L’eccesso di proteine può favorire disbiosi e disturbi intestinali. Spesso succede perché le diete non sono equilibrate. Il microbiota è, infatti, un ecosistema delicato di cui bisogna prendersi cura, garantendosi in tal modo una digestione perfetta, forti difese immunitarie e un benessere psico-fisico che dura nel tempo.
Posso contribuire al vostro benessere fornendovi degli strumenti ad hoc, tra cui una dieta calibrata, probiotici mirati e il giusto apporto di fibre. Si tratta di una base generica necessaria se volete ristabilire l’equilibrio adesso mal funzionante e proteggere la salute a lungo e nonostante il tempo che passa.

