Peso e squilibri ormonali, un rapporto complesso

Gli squilibri ormonali fanno parte di una condizione meno rara di quel che si pensa e influiscono moltissimo sul processo dell’invecchiamento e sull’armonia di tante persone di età e sesso differenti.

La terminologia medica sottolinea che si tratta di uno squilibrio, non di una patologia in senso stretto, quindi è una “condizione” in potenza recuperabile che non bisogna mai sottovalutare poiché presenta chiare indicazioni di malessere.

Gli ormoni vengono prodotti dalle nostre ghiandole e hanno un ruolo di “interazione e comunicazione” fondamentale per l’intero organismo.

Tutte le ghiandole, però, possono trovarsi in un momento di squilibrio: surrenali, pancreas, tiroide, ipofisi, gonadi (ovaia e testicolo) sono esempi di ghiandole che, se si trovano in una condizione non ottimale di produzione ormonale, creano squilibri a livello fisico, psichico e persino emotivo.

Nel mio settore, tali “disfunzioni” possono causare quello che chiamo da tempo condizione di peso oscillante in cui la persona non solo può vivere un accumulo di peso e adipe imprevisto, ma può anche essere fin troppo magra senza mai raggiungere una stabilità, appunto una equilibrio armonico.

Un primo passo riguarda gli specialisti (endocrinologi, esperti dell’alimentazione): bisogna non temere, contattarli e farsi condurre al fine di ottenere una ripresa efficace senza rischi per la salute.

Ecco quindi alcune condizioni ormonali particolari che fungono da campanellino di allarme per tutti noi.

Se si ha una tendenza ad accumulare grasso, ad esempio, la causa può riguardare una riduzione degli ormoni tiroidei; un rapporto sballato tra estrogeni e androgeni; un aumento dei livelli di cortisolo e di quelli dell’insulina.

Oltre a un consulto medico, è bene osservare tutti i segnali che il corpo ci invia e qui faccio un esempio chiaro: chi vive una condizione non equilibrata di ormoni tiroidei si sente stanco, ha sempre sonno, non sopporta il freddo e tende fortemente a ingrassare (questo perché il metabolismo basale è regolato proprio dagli ormoni della tiroide; una seppur lieve variazione, ne influenza lo stato). Nei casi di ipotiroidismo succede quanto appena sintetizzato.

Vi ho fatto un solo esempio, ma i casi sono tanti e riguardano: la produzione di estrogeni e androgeni, dell’ormone dello stress (cortisolo), dell’insulina, equilibri che, se alterati, portano ad avere tra le tante “manifestazioni” anche conseguenze forti sul peso.

Per rendere ancora più complessa questa situazione, le cause che provocano tali alterazioni ormonali non sono affatto chiare.

Insomma l’equilibrio iniziale per qualche motivo è andato a farsi benedire ma deve essere assolutamente recuperato.

Un primo approccio, utile per tutti e nel tempo, abbraccia una vita fatta di ritmi regolari, di una sana alimentazione, di un’adeguata e costante attività fisica e del giusto riposo.

La cosa fondamentale è poi seguire le indicazioni mediche per individuare, attraverso specifici esami, il problema “fisico” (ad esempio nel caso degli squilibri tiroidei, vanno valutati i valori TSH, FT3 e FT4) e poi porvi rimedio,

Quindi adeguati test ed esami del sangue e/o salivari aiutano sia il medico che il paziente a trovare un po’ il bandolo della matassa e a poter seguire in tal modo un percorso mirato e ben calibrato volto alla risoluzione del problema.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

On this website we use first or third-party tools that store small files (<i>cookie</i>) on your device. Cookies are normally used to allow the site to run properly (<i>technical cookies</i>), to generate navigation usage reports (<i>statistics cookies</i>) and to suitable advertise our services/products (<i>profiling cookies</i>). We can directly use technical cookies, but <u>you have the right to choose whether or not to enable statistical and profiling cookies</u>. <b>Enabling these cookies, you help us to offer you a better experience</b>.